Prevenzione, Diagnosi e Terapia delle Infezioni genitali da HPV

L’argomento che ci accingiamo a trattare è fra i più delicati ed attuali fra le patologie dell’apparato genitale femminile e, più  precisamente, fra le MST (malattie trasmesse sessualmente). Ma cerchiamo di capirne di più.

Che cosa è l’HPV?

L’ HPV (Human Papilloma Virus) è un virus che colpisce le mucose e la cute soprattutto dell’apparato genitale determinando delle lesioni che possono
essere benigne e transitorie ed esitare spontaneamente verso la guarigione ed altre che, invece, possono evolvere verso lesioni intraepiteliali (SIL) o verso
trasformazioni carcinomatose.

Esistono circa 120 tipi diversi di HPV e solo alcuni di questi sono definiti ad alto rischio perché responsabili dell’evoluzione delle lesioni verso il tumore, mentre gli altri,

a basso rischio, causano lesioni di tipo verrucoso interne ed esterne che, se opportunamente trattate, guariscono completamente.


L’infezione da HPV è molto diffusa?

E’ stato calcolato che circa l’ 80% delle donne almeno una volta nella vita viene infettata dall’HPV ma, grazie al
proprio sistema immunitario, guarisce spontaneamente nell’arco di 3 anni.


Come ci si contagia?

Come abbiamo già accennato l’infezione da HPV è una malattia trasmessa sessualmente. Ciò significa che l’80% delle donne sessualmente attive, specie le

più giovani all’inizio dei rapporti sessuali, contrae la malattia. L’infezione si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali vaginali, orali, ed anali. Essa si può 

trasmettere anche indirettamente attraverso lo scambio di oggetti e/o indumenti infetti e l’uso di bagni pubblici o l’uso di panche o sedili in locali adibiti a spogliatoi di
palestre o piscine contaminati da persone affette. Va sottolineato che l’uso del profilattico non consente una completa protezione.


Quali sono i sintomi?

La sintomatologia è molto variegata. Si passa da una completa assenza di sintomi nelle forme più lievi per cui la maggior parte di queste persone affette non è
consapevole di esserlo, ad una sintomatologia vulvo-vaginale e/o perineale molto intensa con presenza di prurito e di bruciore molto spesso accompagnata
dalla presenza di verruche interne e/o esterne (condilomi) a volte molto diffuse e che possono arrivare fino all’ ano. Molto diversa è la sintomatologia
in presenza di una forma tumorale che colpisce il collo dell’utero : in assenza di dolori o di fastidi possono comparire perdite ematiche a volte maleodoranti
spontanee o che compaiono dopo un rapporto sessuale.


Come si fa la diagnosi?

In assenza di sintomi è fondamentale il Controllo Ginecologico annuale che deve cominciare dall’età del primo rapporto sessuale. Nel corso
della visita ginecologica è indispensabile che venga eseguito un Pap Test . Se è presente una sintomatologia ed in presenza di una risposta del 

Pap Test che attesta la presenza di una infezione virale è necessario procedere a Test specifici di Laboratorio che servano ad individuare il Tipo di
HPV ed il DNA virale. I tipi più pericolosi, cioè quelli che portano ad una evoluzione verso il tumore, sono il 16,18,31,33,35,39 etc. mentre quelli più
innocui, responsabili della formazioni di verruche cutanee e condilomi sulle mucose, sono il 6,11,42,43,44. Il passo successivo è l’esecuzione di una

Colposcopia, integrata o meno da una Perineoscopia, che serve ad evidenziare lesioni specifiche (erosioni, condilomatosi più o meno diffuse del collo 

dell’utero e condilomi acuminati – creste di gallo – sulla vulva e sul perineo fino all’ ano). A volte è necessario eseguire una Biopsia mirata su alcune lesioni del
collo dell’utero seguita da Esame Istologico che determina il grado di invasione dei tessuti interessati e la conseguente scelta dell’azione terapeutica.


Quale è, infine, la terapia?

Nelle forme più lievi, in assenza di lesioni fisiche, ci si limita a seguire con esami specifici ripetuti frequentemente l’evoluzione della malattia fino alla
sua completa regressione. In presenza, invece, di lesioni fisiche (condilomi del collo o condilomi acuminati vulvo-perineali) si deve scegliere

fra una serie di metodiche che vanno dall’Escissione chirurgica con lama fredda, alla Laserterapia
(distruzione delle cellule malate mediante vaporizzazione CO2), alla Crioterapia (trattamento col freddo), alla Diatermocoagulazione
(trattamento elettrico) fino alla Terapia Chimica e cioè all’applicazione di creme specifiche ad azione antivirale.
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